La società delle piante: solidarietà e mutualismo

“ Soprattutto in questa stagione – ci spiega Chiara Manenti – notiamo come le piante spontanee siano talmente rigogliose che il bosco, i prati incolti, gli ambienti naturali in genere sono un continuum di specie differenti ed è proprio difficile capire dove finisce una pianta e dove ne inizia un’altra.

C’è una compenetrazione di foglie, di forme differenti, di tonalità di verde diverso, di fiori e questo che noi vediamo nelle fronde, nella parte aerea delle piante sicuramente rispecchia anche la vita del sottosuolo, nel terreno: quindi è facile intuire quanto le radici interagiscano tra loro e con gli altri microorganismi nel terreno.

Le piante sono gli unici organismi autotrofi, cioè che si producono il cibo da soli, a partire da componenti del terreno e dall’acqua e dalla luce del sole. Con la fotosintesi producono, come sappiamo, glucosio e altre sostanze che usano per la loro crescita, ovviamente per la crescita dei loro frutti e per andare assieme e quindi per la loro riproduzione.

Ma quello che è fondamentale, che è affascinantissimo e che è stato scoperto proprio da recentissimi studi di microbiologia, la parte di nutrienti che la pianta produce e che non utilizza, che non le servono, vengono redistribuiti nel terreno agli organismi con cui lei è in simbiosi e che, a loro volta, la aiutano a ottenere invece le sostanze grezze, quindi acqua e sali minerali che sono presenti nel terreno, ma non sempre sono vicini alle radici della pianta. Questo scambio, questa simbiosi, è proprio la base del mutualismo e della solidarietà presente in natura, che è veramente affascinante e che in questi tempi potrebbe anche essere presa a modello per la società degli esseri umani.”

Storie di agricoltura.