La capra, animale molto antico

“ Nonostante il cambiamento climatico e la siccità, la capra è un animale rustico, che si adatta. Arriva dal Medio Oriente – spiega Ivo Boggione – ed è un animale molto antico, con un’intelligenza che le permette di scegliere cosa mangiare.

Noi abbiamo un GPS che accompagna il gregge al pascolo: l’avevamo preso quattro anni fa perché una volta, per via del lupo, non riuscivamo più a trovare le capre. Adesso, con l’Università e l’aiuto del Politecnico, lo abbiamo usato per raccogliere e studiare i dati di questi anni di pascolamento. Le capre vanno negli incolti e, lasciandole libere di scegliere, sanno indirizzarsi abbastanza bene, facendo anche una rotazione nei pascoli. Noi le accompagniamo per proteggerle dal lupo e controllare che non vadano nelle strade.

In questo momento stanno mangiando le castagne nei boschi, e questo ci fa riflettere su due cose. La prima è che gli animali trovano nutrimento anche nel bosco. A volte pensiamo soltanto ai pascoli e all’erba, soprattutto per pecore e capre, ma anche per i bovini il bosco è importante. Si chiama sistema agrosilvopastorale: è molto antico e funziona.

La seconda è che forse ci sarebbe da recuperare un po’ di questi castagneti abbandonati. Anche noi stiamo facendo un pensiero su come recuperare qualche risorsa legata al castagno.

Nel complesso, l’annata ha portato anche qualche preoccupazione. Le piccole aziende come la mia fanno pascolo e lavorano il latte crudo. Noi produciamo un caprino lattico piemontese, riconosciuto dalla Regione Piemonte tra i prodotti agroalimentari tradizionali, i PAT. Lo facciamo senza fermenti aggiunti, con quelli presenti nel nostro latte. C’è anche una libertà dei contadini in queste pratiche: il poter lavorare con i fermenti del proprio latte, senza dipendere da quelli dell’agroindustria, e il sapere fare il formaggio con pochi mezzi. Speriamo di riuscire a conservare questo sapere, insieme alla sicurezza alimentare. ”

Storie di agricoltura.