L’erba è un nostro amico

“ In questo periodo dell’anno – ci racconta Enrico Rivetto –  la natura si sta risvegliando e abbiamo bellissime fioriture. Abbiamo avuto inverno e inizio di primavera molto umidi, quindi i terreni sono carichi d’acqua e con le temperature molto calde di questi ultimi giorni la natura sta partendo in maniera forte. È molto bella da vedere, ma, nello stesso tempo, anche problematica, perché cresce erba dappertutto.

Nel nostro modo di vedere le cose l’erba è un nostro amico, non è un nostro nemico, però in alcune zone bisogna un attimino calmarla, altrimenti non riusciamo neanche più a passare a piedi. Adesso zappettiamo attorno alle viti appena piantate. Poi c’è tutta la sistemazione dell’orto, con la piantumazione dei piantini di pomodoro e con anche le varie semine. Abbiamo aggiunto all’interno del nostro organismo agricolo un pollaio, sette, otto galline. Stiamo preparando i terreni per la semina delle patate, e del mais. Abbiamo anche il grano, le api, i boschi: insomma, tutto l’organismo agricolo completo.

Per quanto riguarda il mondo della biodinamica, abbiamo fatto il dissotterramento del cornoletame: siamo andati a prendere le corna che avevamo interrato lo scorso San Michele, fine settembre, le abbiamo dissotterrate, svuotate e stiamo stoccando il cornoletame per poi utilizzarlo durante l’anno. Il cornoletame è un preparato biodinamico molto importante: si prendere del letame di vacca fresco nel periodo di fine settembre e si inserisce all’interno di queste corna, che fungono un po’ da antenna cosmica. Le corna vengono poi messe all’interno del terreno, in una particolare zona dell’azienda, che non sia troppo umida, ma neanche troppo secca. Dopo sei mesi, quindi nel periodo di Pasqua, viene tolto questo letame carico di microrganismi, che ha ricevuto tutta quell’energia che dal cosmo viene verso la Terra nel periodo autunno invernale.

Questo preparato viene utilizzato durante l’anno dinamizzandolo e spruzzandolo sul terreno, sulle nostre viti, sui nostri campi per dare quel messaggio. Per utilizzarlo, va messo in acqua, non acqua del rubinetto perché il cloro ammazzerebbe tutti i microrganismi, quindi acqua di pozzo. Dopodiché l’acqua viene dinamizzata per un’oretta e poi spruzzata sul terreno, sulle viti, sui campi. Questo cornoletame dà all’acqua un’informazione, parliamo di fisica quantistica, di riposo, di metabolizzazione, di regolazione dei microrganismi all’interno del terreno. Come fosse un direttore d’orchestra all’interno del terreno, aiuta a far sì che tutti i processi microbici avvengano in maniera costante e continua.

Sono 15 anni che lo utilizziamo. Per quanto riguarda il compost, lo produciamo all’80% con scarti aziendali, quindi facciamo delle stratificazioni di letame e sostanza organica vegetale. Mettiamo paglia, bucce d’uva dopo la fermentazione, sarmenti che vengono triturati dopo la potatura e poi letame e poi paglia. Si fa un cumulo e lo si lascia lì a fermentare per due anni: diventa un humus che viene reintrodotto all’interno del ciclo produttivo. Nel cumulo aiutiamo i processi fermentativi con tutti i preparati da cumulo della biodinamica: si mettono all’interno del compost sempre con l’immagine del direttore d’orchestra che aiuta tutte le parti microbiche a fermentare nel modo migliore e regolato, al fine di ottenere un humus perfetto, cioè quasi come quello del sottobosco.

Diciotto anni fa eravamo veramente pochissimi a seguire questi principi, oggi vedo aumentati l’interesse e la curiosità, soprattutto nelle generazioni un po’ più giovani, mentre prima c’era rifiuto automatico. Cominciano a diventare un po’ di dominio pubblico anche le parole. Il fatto di non diserbare più, che mi sembra una roba ovvia, nelle Langhe se ne vedono ancora adesso, ma molto meno rispetto a una volta. Quindi pian pianino: pensare che parliamo di concetti veramente elementari che sarebbero normali per qualsiasi essere umano, solo che ci hanno abituati al contrario. Vedere un campo pieno d’erba, di fiori è bello eppure, quando studiavo, a scuola mi dicevano che l’erba era il nostro nemico numero uno, quindi bisognava sterminarla tutta.

E questo è poi anche applicato ad un sistema sociale economico, per cui “se è diverso da me ti stermino”, lo vediamo adesso in tutto il mondo.

L’obiettivo della biodinamica, anche con gli insetti, con la malattia, è calmare l’infezione, non di sterminarla. Perché comunque anche il parassita ha una sua funzione e potrà essere utile in un’altra circostanza. ”

Storie di agricoltura.