Contessa, la mela più bella
“ Queste mele, queste ‘pume se ciamen Contesse’. Sono una vecchia varietà – ci spiega Anna Arneodo – che cresce in montagna soltanto sopra gli ottocento metri. Piantata più in basso non è più uguale. Cambia, cambia sapore.
Dal punto di vista estetico, è la più bella mela tra le vecchie varietà che abbiamo. E quando la raccogliamo è ancora leggermente verde, si vede già il rosso sulla buccia, ma è ancora leggermente verde. Poi ‘finisce di bollire’, come diciamo noi, cioè di maturare, dopo che è stata raccolta e diventa in questo bel colore giallo, arancione, rosso.
Una pezzatura grande in genere, e arriva a pesare quasi cinquecento grammi. Ha un sapore acidulo, una pasta che non è croccante come siamo abituati a trovare nelle varietà moderne, ma una pasta morbida che poi, a maturazione completa, diventa leggermente farinosa. Negli anni normali queste mele diventano mature, buone da mangiare, verso Natale, vengono conservate sulla paglia dopo la raccolta.
Quest’anno, con questa stagione troppo calda stanno giungendo a maturazione adesso, a fine ottobre. È una mela molto buona, assolutamente non è trattata, noi non diamo niente. Come tutte le antiche varietà è stata abbandonata, ne rimangono pochi esemplari perché non porta con regolarità, per cui c’è un anno in cui hanno buona produzione, magari ne seguono due, tre in cui porta poco, un anno che non porta niente, poi di nuovo un anno veramente buono.
E poi un altro difetto è il fatto che è delicata, cioè se, se si ammacca si rovina facilmente, mentre invece le varietà moderne hanno la buccia più spessa. Però la buccia della Contessa è molto buona anche per far tisane. Si fa bollire nell’acqua, dà un gradevole sapore a tutte le tisane di salvia, menta, biancospino. Corregge gentilmente il sapore delle altre erbe. ”