Il clima cambia
“ Adesso finalmente abbiamo cominciato a prepararci per le colture primaverili – ci spiega Claudio Bosco – abbiamo trinciato sugli asparagi, stiamo raccogliendo le piantine delle fragole per fare una nuova serra di fragole. Abbiamo preparato il terreno che finalmente è leggermente asciutto e quindi seminiamo delle fave.
In questo momento abbiamo una produzione molto limitata perché ha gelato parecchio e non eravamo più abituati, non ce l’aspettavamo più e molte delle cose che avevamo non coperte hanno sofferto il gelo. La questione climatica è già presente, ma è del tutto normale che chi ci governa rimandi, perché qualunque intervento sul clima ha effetti visibili a lungo termine, molto oltre il mandato di qualunque politico. Quindi non hanno interesse a fare qualcosa, perché questo non inciderebbe minimamente sulla loro rielezione. Non ci sono effetti visibili a breve termine.
Quando si fa un’azione che debba limitare le pratiche climalteranti, gli effetti si vedono dopo anni. Se tutti smettessero di usare agrofarmaci, sicuramente i prodotti sarebbero di qualità migliore e il clima ne risentirebbe meno, la biodiversità se ne avvantaggerebbe. Però l’economia è il parametro principale che seguono tutti, anche le piccole aziende, nel senso che si preoccupano di mettere insieme pranzo con la cena oggi e non di quello che succederà fra due, tre, quattro, cinque anni. E il clima cambia.
Io ho piantato i carciofi, dieci anni fa non immaginavo neanche di piantarli, in Piemonte i carciofi non erano la coltura più adatta. Adesso li ho messi, sono sopravvissuti benissimo, anche se questo inverno è stato freddo, ha fatto freddo di notte, ma la temperatura media era elevata”.