Coltivazione di funghi su tronchi nel bosco

“ La mia azienda è molto giovane – ci racconta Benedetta Salsi di Casa Musubi di Bossolasco – è nata nel 2024 a livello burocratico, ma il primissimo orto produttivo per intenderci, per clienti esterni, è stato il 2025, quindi quasi come se l’anno scorso fosse stato la prima stagione vera e propria di apertura del progetto verso l’esterno.

Abbiamo iniziato con le orticole e con una prima fase sperimentale di coltivazione di funghi su tronchi nel bosco. Comunque il luogo in cui si trova la mia azienda è abbandonato da almeno vent’anni. Quindi ci sono tutti degli elementi legati sia alla parte agricola, ma ce ne sono anche altrettanti legati alla parte edilizia, quindi di ripristino in parte dei ruderi o comunque di gestione di tutti gli edifici che ci sono e anche di costruzioni, gestione di accessi e strutture varie che possono supportare sia la parte agricola, e più in là di ospitalità.

Anche se è stato il primo anno di apertura al pubblico, ho fatto il corso e ho registrato l’azienda anche come fattoria didattica perché comunque, oltre alla parte di agricoltura, c’è una parte fondamentale per il progetto stesso che è quello della didattica o ancora meglio della condivisione dei saperi. In questo caso siamo partiti con un corso, una mezza giornata a maggio di riconoscimento di erbe spontanee insieme a Serena Allaria, una giovane donna di Murazzano che ha una conoscenza oltre che una passione molto grande per tutto quello che è il mondo delle spontanee. Poi abbiamo fatto un corso residenziale di quattro giorni, di agroforestazione e abbiamo piantumato gli alberi delle prime cinque linee agroforestali in metodo sintropico. A dicembre abbiamo chiuso l’anno con un incontro chiamato Micco Blitz insieme a Carlo Marin di Micco Mondo, dedicato alla coltivazione dei funghi.

Il 2026 lo stiamo mettendo a puntino adesso con l’idea, a livello agricolo, di poter avere una produzione tale da offrire una decina di cassette settimanali fisse di verdure miste e continuare a fare il mercato due volte al mese a Bossolasco, molto semplicemente. Perché al tempo stesso ho la necessità di focalizzarmi su altri aspetti del progetto, in particolare in un anno un po’ dedicato alla gestione dell’acqua, quindi ci devono essere anche le energie per focalizzarsi su questi aspetti, sia a livello di recupero delle acque piovane che di progettazione di cisterne di raccolta delle stesse acque piovane, ma anche del ripristino di una sorgente che è presente a confine con il terreno del vicino.

E poi anche continuare a pulire tutto, a gestire più che pulire, gestire tutto ciò che è una situazione di boscaglia di invasione da quelli che sono terreni che dalle foto storiche, si vede, erano comunque vissuti e coltivati. Quindi ci sono ancora molti lavori per prossimi, probabilmente tre o quattro anni di vero e proprio ripristino, riportare un pochino tutte queste zone in vita ecco, quindi quelli sono senz’altro degli impegni che ci prendono parecchio.

Quindi senza fare rete, l’agroecologia cade, perché comunque, come nel suolo ci sono le connessioni tra le varie sostanze e la microbiologia, così deve succedere anche fuori dal suolo, sopra il suolo. E stiamo pensando di creare proprio un calendario 2026 di didattica un po’ itinerante, quindi da poter essere l’uno all’altro da supporto e da poter mostrare varie realtà a chi decide di partecipare ai corsi che andremo a fare.

L’altra cosa: quest’anno si concluderà il primo piccolo cantiere edilizio qua da noi, quindi l’ex forno di borgata diventerà un piccolo laboratorio di trasformazione e panificazione. E si spera poi che, insomma, tra una trafila burocratica igienico-sanitaria possa essere magari per la fine dell’estate attivo. E l’intenzione è non solo di fare piccole produzioni di panificazione con pasta madre, ma anche di poter fare trasformati dei prodotti dell’orto, fermentati e cose di questo genere.

In futuro sono previsti l’inserimento di tre piccole unità di ospitalità e quindi di diventare anche agriturismo a tutti gli effetti, oltre a una zona in cui fare saltuariamente eventi dedicati magari al cibo. O a momenti di convivialità”

Storie di agricoltura.